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Nato nell’anno 1955 nella Spagna franchista
da padre comunista, ex miliziano della II Repubblica Spagnola, e
da madre d’origine ebrea, consegue la maturità professionale
presso l’Asociación Laboral de Córdoba, dove conobbe,
attraverso un insegnante, frate dominicano, il movimento
anarchico. A partire da questo momento prende coscienza della
lotta dei diversi movimenti d’opposizione alla dittatura
fascista. Conosce i preti operai, gli anarchici del FRAP, i
comunisti, l’ETA, i socialisti e soprattutto il movimento
all’interno della Chiesa Cattolica con i Gesuiti come principale
perno del cambiamento.

Nel 1973 si dà alla clandestinità, espatriando in Francia, dove
lavora nelle campagne del Bordolese nella raccolta delle fragole
e dove svolgerà altri lavori umili che gli permetteranno di
vivere. A Parigi incontra personaggi legati all’opposizione
delle varie dittature in Europa e naturalmente intrattiene
contatti con i rifugiati spagnoli: pacifisti, comunisti,
anarchici e di altri movimenti più o meno clandestini.
All’inizio del 1974 arriva in Svizzera dove mantiene un
comportamento di basso profilo: la legislazione che regola i
permessi di lavoro infatti vieta assolutamente agli stranieri di
svolgere una qualunque attività politica. Svolge le professioni
più umili disponibili a quel tempo per gli stranieri con
permesso stagionale. Senza passaporto dal 1974, ottiene un
“passaporto per stranieri sprovvisti di documenti” rilasciato
dalle autorità federali.
Nel 1976 arriva in Ticino dove riprende i contatti con diversi
movimenti politici locali ed internazionali.
Nel 1980 inizia a lavorare come gerente del Ristorante Migros di
Lugano. Nel 1986 viene eletto presidente della CoPe (commisione
del personale interna alla Migros) ed è membro dell’Assemblea
nazionale del personale Migros. Nel frattempo entra a far parte
del sindacato FCTA e diventa membro della commissione sindacale.
Dopo aver disdetto - in qualità di sindacalista - il Contratto
Collettivo di Lavoro con la Migros Ticino viene sistematicamente
sottoposto al mobbing da parte della vecchia direzione
dell'azienda che non vede di buon occhio un sindacalista
all’interno della CoPe, cosa che produrrà, senza nessuna
motivazione professionale, il suo licenziamento in tronco. A
partire da quel momento il Ticino diventa per lui terra
bruciata: la Migros infatti diffonde referenze di lavoro
negative così da impedirgli di venire riassunto.
Nel 1990 conosce, attraverso un collega sindacalista, il Partito
del Lavoro (PdL). Diventa membro del Comitato di Sezione a
Locarno. Nel 1993 diventa presidente del Comitato Cantonale del
PdL. Al Congresso di Locarno viene eletto membro della
Segreteria Cantonale del Partito del Lavoro. Prende delle
posizioni che cercano di conciliare Jean Jacques Rousseau con
Karl Marx e viene espulso dal partito dalla corrente
intellettuale, cosa che dividerà ulteriormente il partito dando
vita alla scissione.
Nel 1997 viene eletto presidente del Partito Ticinese del Lavoro
(PTdL) e presenta un'alleanza con i Verdi ticinesi dalla quale
nasce il mensile "Alter Ego", giornale di contro informazione,
inteso come laboratorio sperimentale di comunicazione
alternativa. Periodico che dirige per tre anni assieme a Giorgio
Canonica, oggi (2004) deputato in Granconsiglio per i Verdi. Intanto
aderisce per solidarietà anche al Partito della Rifondazione
Comunista (Italia) e si schiera con Fausto Bertinotti durante la
scissione dell'ala vicina ad Armando Cossutta.
Sul fronte sindacale viene eletto membro
della AND (Assemblea Nazionale dei Delegati) della FCTA. In
questo tempo lavora come chef di cucina a Zurigo e farà rientro
definitivamente in Ticino solo nel 1995. Sempre nella FCTA viene
eletto presidente dell'Unione regionale Ticino e Moesa nel 1996
e al Congresso Nazionale del 1997 è candidato alla presidenza
nazionale. In quell'occasione ritira la candidatura 20 minuti
prima della votazione, ritenendo che il sindacato avesse preso
delle posizione troppo filo-padronale e, unitamente ad un’altro
candidato, Cirille Perrier, decise di lasciare alla candidata
ufficiale Beatrice Adler l’elezione tacita.
Nel 2001 viene nominato Segretario del
Sindacato FCTA Ticino e Moesa, e attraverso una politica che
mette l’individuo al centro del movimento sindacale rilancia il
piccolo sindacato nel Canton Ticino, ostacolato dal SEI e dalla
FLMO. I contrasti con i due grandi sindacati si accentuano
durante i congressi della Unione Sindacale Svizzera USS (ex
Camera del Lavoro). E' stato autore di numerosi interventi
pubblici contro il Sindacato Edilizia e Industria (SEI), che
considera demagogico e soprattutto lo accusa di aver tradito il
movimento operaio attraverso gli accordi politici trasversali
con il padronato. Diventa il padrino del Sindacato Indipendente
degli Studenti e degli Apprendisti (SISA) e partecipa alla
manifestazione studentesca del 12 novembre 2003, facendo un
discorso molto duro contro il sindacalismo tradizionale.
Questo discorso viene strumentalizzato
all’interno dell’Unione Sindacale e sono richieste
esplicitamente le sue dimissioni da Segretario della FCTA.
Dimissioni che avvengono puntualmente nel mese di gennaio 2004
per evitare imbarazzo alla propria Segreteria Centrale e in
questo modo facilitando la fusione tra la FCTA, la FLMO e il
SEI. A diverse riprese è protagonista di scontri pubblici
all’interno del costituendo sindacato UNIA. Il principale
bersaglio è Renzo Ambrosetti, segretario nazionale della FLMO e
in seguito co-presidente di UNIA, al quale chiede più
trasparenza e che accusa di essere un opportunista che tutto ha
in mente fuorché l’interesse dei lavoratori.
Il 1° maggio 2004, nasce il Sindacato dei
Consumatori (SinC) all’interno del collettivo sindacale “sindacati.ch”
nel quale confluiscono altre organizzazioni, fra cui - in primis
- il SISA e il Sindacato Interprofessionale (SIP).
Nasce un sogno!
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