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Curriculum politico-sindacale di José Domenech
Segretario centrale e membro fondatore di "Sindacati.ch"

Nato nell’anno 1955 nella Spagna franchista da padre comunista, ex miliziano della II Repubblica Spagnola, e da madre d’origine ebrea, consegue la maturità professionale presso l’Asociación Laboral de Córdoba, dove conobbe, attraverso un insegnante, frate dominicano, il movimento anarchico. A partire da questo momento prende coscienza della lotta dei diversi movimenti d’opposizione alla dittatura fascista. Conosce i preti operai, gli anarchici del FRAP, i comunisti, l’ETA, i socialisti e soprattutto il movimento all’interno della Chiesa Cattolica con i Gesuiti come principale perno del cambiamento.

Nel 1973 si dà alla clandestinità, espatriando in Francia, dove lavora nelle campagne del Bordolese nella raccolta delle fragole e dove svolgerà altri lavori umili che gli permetteranno di vivere. A Parigi incontra personaggi legati all’opposizione delle varie dittature in Europa e naturalmente intrattiene contatti con i rifugiati spagnoli: pacifisti, comunisti, anarchici e di altri movimenti più o meno clandestini.

All’inizio del 1974 arriva in Svizzera dove mantiene un comportamento di basso profilo: la legislazione che regola i permessi di lavoro infatti vieta assolutamente agli stranieri di svolgere una qualunque attività politica. Svolge le professioni più umili disponibili a quel tempo per gli stranieri con permesso stagionale. Senza passaporto dal 1974, ottiene un “passaporto per stranieri sprovvisti di documenti” rilasciato dalle autorità federali.

Nel 1976 arriva in Ticino dove riprende i contatti con diversi movimenti politici locali ed internazionali.

Nel 1980 inizia a lavorare come gerente del Ristorante Migros di Lugano. Nel 1986 viene eletto presidente della CoPe (commisione del personale interna alla Migros) ed è membro dell’Assemblea nazionale del personale Migros. Nel frattempo entra a far parte del sindacato FCTA e diventa membro della commissione sindacale. Dopo aver disdetto - in qualità di sindacalista - il Contratto Collettivo di Lavoro con la Migros Ticino viene sistematicamente sottoposto al mobbing da parte della vecchia direzione dell'azienda che non vede di buon occhio un sindacalista all’interno della CoPe, cosa che produrrà, senza nessuna motivazione professionale, il suo licenziamento in tronco. A partire da quel momento il Ticino diventa per lui terra bruciata: la Migros infatti diffonde referenze di lavoro negative così da impedirgli di venire riassunto.

Nel 1990 conosce, attraverso un collega sindacalista, il Partito del Lavoro (PdL). Diventa membro del Comitato di Sezione a Locarno. Nel 1993 diventa presidente del Comitato Cantonale del PdL. Al Congresso di Locarno viene eletto membro della Segreteria Cantonale del Partito del Lavoro. Prende delle posizioni che cercano di conciliare Jean Jacques Rousseau con Karl Marx e viene espulso dal partito dalla corrente intellettuale, cosa che dividerà ulteriormente il partito dando vita alla scissione.

Nel 1997 viene eletto presidente del Partito Ticinese del Lavoro (PTdL) e presenta un'alleanza con i Verdi ticinesi dalla quale nasce il mensile "Alter Ego", giornale di contro informazione, inteso come laboratorio sperimentale di comunicazione alternativa. Periodico che dirige per tre anni assieme a Giorgio Canonica, oggi (2004) deputato in Granconsiglio per i Verdi. Intanto aderisce per solidarietà anche al Partito della Rifondazione Comunista (Italia) e si schiera con Fausto Bertinotti durante la scissione dell'ala vicina ad Armando Cossutta.

Sul fronte sindacale viene eletto membro della AND (Assemblea Nazionale dei Delegati) della FCTA. In questo tempo lavora come chef di cucina a Zurigo e farà rientro definitivamente in Ticino solo nel 1995. Sempre nella FCTA viene eletto presidente dell'Unione regionale Ticino e Moesa nel 1996 e al Congresso Nazionale del 1997 è candidato alla presidenza nazionale. In quell'occasione ritira la candidatura 20 minuti prima della votazione, ritenendo che il sindacato avesse preso delle posizione troppo filo-padronale e, unitamente ad un’altro candidato, Cirille Perrier, decise di lasciare alla candidata ufficiale Beatrice Adler l’elezione tacita.

Nel 2001 viene nominato Segretario del Sindacato FCTA Ticino e Moesa, e attraverso una politica che mette l’individuo al centro del movimento sindacale rilancia il piccolo sindacato nel Canton Ticino, ostacolato dal SEI e dalla FLMO. I contrasti con i due grandi sindacati si accentuano durante i congressi della Unione Sindacale Svizzera USS (ex Camera del Lavoro). E' stato autore di numerosi interventi pubblici contro il Sindacato Edilizia e Industria (SEI), che considera demagogico e soprattutto lo accusa di aver tradito il movimento operaio attraverso gli accordi politici trasversali con il padronato. Diventa il padrino del Sindacato Indipendente degli Studenti e degli Apprendisti (SISA) e partecipa alla manifestazione studentesca del 12 novembre 2003, facendo un discorso molto duro contro il sindacalismo tradizionale.

Questo discorso viene strumentalizzato all’interno dell’Unione Sindacale e sono richieste esplicitamente le sue dimissioni da Segretario della FCTA. Dimissioni che avvengono puntualmente nel mese di gennaio 2004 per evitare imbarazzo alla propria Segreteria Centrale e in questo modo facilitando la fusione tra la FCTA, la FLMO e il SEI. A diverse riprese è protagonista di scontri pubblici all’interno del costituendo sindacato UNIA. Il principale bersaglio è Renzo Ambrosetti, segretario nazionale della FLMO e in seguito co-presidente di UNIA, al quale chiede più trasparenza e che accusa di essere un opportunista che tutto ha in mente fuorché l’interesse dei lavoratori.

Il 1° maggio 2004, nasce il Sindacato dei Consumatori (SinC) all’interno del collettivo sindacale “sindacati.ch” nel quale confluiscono altre organizzazioni, fra cui - in primis - il SISA e il Sindacato Interprofessionale (SIP).

Nasce un sogno!

 

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